Guerra e consapevolezza

•04/22/2012 • Lascia un commento

Dal diario di Giovanbattista Bussi, soldato del 255esimo reggimento Fanteria, durante la Prima Guerra Mondiale, scritto in trincea.

Qui io vi vorrei…
Signori generalissimi, capi di Stati, fornitori disonesti, imboscati che avete gridato “viva la guerra, armiamoci e partite”, e che mentre questa disgraziata e schiava gioventù viene mandata a trucidarsi, voi ve ne state nelle grandi città a farvi il portafoglio e a divertirvi. Vigliacchi! Qui io vi vorrei, in questo inferno che si chiama Carso, non importa la quota, al mio fianco, perchè possiate vedere e sapere l’orrendo delitto che state compiendo sui vostri fratelli. 
Qui io vi vorrei, sotto questi paurosi tiri di sbarramento, quando entra in azione la bombarda con gli spezzoni, quando tutto ad un tratto subentra un breve e pauroso silenzio e ti senti dire Fuori!: bisogna scattare, attraversare queste pietraie che ti sfuggono da sotto i piedi perchè la mitraglia e le bombe a mano te li portano via. 
Ma non vorrei che restiate per la strada morti come ai più succede, ma che arrivari sul punto dove dovete farla a baionettate col nemico, come lo chiamate voi. E, in queste paurose e infernali lotte, sentire il grido del ferito che invoca o bestemmia Dio, che invoca o maledice la madre che lo ha messo al mondo.
Venite o signori a prendere visione di come questa gioventù consapevole che facilmente non torna indietro, ma per fare fede al giuramento dato, sale a morire in queste doline infernali, per colpa vostra.
Forse mai nessuno leggerà queste mie parole, se per caso mi trovano questi miei appunti certamente mi fucileranno, ma cosa importa, io sono giovane, la vita non lla conosco ancora, non sono maritato.”

Un Uomo di Guerra diventa Uomo di Pace, con una pagina di diario che è voluta giungere fino a noi. Leggiamo e viviamo, ri-cord-ando.

Home

•04/22/2012 • Lascia un commento

Casa. Riflettendo su cosa possa essere definito casa l’uomo innesca un processo virtuoso che lo conduce alla pura interrogazione, a quella ricerca, attesa attiva dell’Adveniens che sempre sta arrivando, sempre è in marcia, ma mai giunge.

L’Uomo di Cielo ci regala un Viaggio meraviglioso!

Per vedere tutto il film in italiano clicca qui.

Il sito di riferimento del progetto Home.

Nel giardino dei suoni

•04/22/2012 • Lascia un commento

Un Uomo di Suoni vive nel mondo dei Suoni e trova nuove inaspettate vie di comunicazione. Una vita dedicata alla vita, dove l’oro rifulge nei suoni che portano amore e condivisione.

Un film documentario capace di toccare le corde più profonde nascoste dentro di noi e di mandare in risonanza la nostra coscienza.

Un altro trailer qui.

The Fantastic Flying books of Mr. Morris Lessmore

•02/28/2012 • 1 commento

Dopo tante ore trascorse con i miei Uomini di Carta è stata una grande sorpresa, un grande e denso regalo, scoprire un piccolo Uomo di Pixel raccontare la mia storia, la nostra storia condivisa, l’avventura d’amore turbinante che ci porta a volare con i nostri Uomini di Carta, ci porta a colorare il mondo e a far rivivere inchiostri ormai considerati morti, pagine senza battito che andavano ri-animate.

Noi viaggiamo, voliamo, cambiamo paesi e perfino dimensione, se siamo bravi e andiamo a raggiungere questo nuovo compagno di viaggio, Mr Morris Lessmore che ci sembra di conoscere da sempre.

Frequenteremo questo luogo finché il nostro sangue non sarà diventato lucido e strabiliante inchiostro, capace di scrivere il libro che vola, di incidere la carne che non muore, di colorare la vita infinita che non cede.

Wim Wenders – Pina 3D

•02/05/2012 • Lascia un commento

Incursione della Donna di Corpo, Pina Bausch.

L’omaggio di Wim Wenders è incredibile. Non trovando parole mgiliori delle immagini e della potenza ineffabile del corpo in movimento vi lascio il video di ciò che è stata, per me, la più intensa visione corporea danzante degli ultimi anni.

Una vera gioia per l’occhio e una sapiente magia nell’uso del 3d.

Atahualpa Yupanqui – Le tengo rabia al silencio

•02/05/2012 • Lascia un commento

Il nostro poeta-cantore argentino ci porta in un viaggio alla scoperta del silenzio.

Con le sue magiche dita, l’Uomo di Voce, porta l’inchiostro dalla pagina alla chitarra e senza che ce ne si accorga, siamo subito Altrove, in quell’Altrove che solo la vera poesia è capace di materializzare.

LE TENGO RABIA AL SILENCIO

Le tengo rabia al silencio / por lo mucho que perdí / que no se quede callado / quien quiera vivir feliz.

Un día monté a caballo / y en la selva me metí / y sentí que un gran silencio / crecía dentro de mí.

Hay silencio en mi guitarra / cuando canto el yaraví / y lo mejor de mi canto / se queda dentro de mí.

Cuando el amor me hizo señas / todo entero me encendí / y a fuerza de ser callado / callado me consumí.

Le tengo rabia al silencio / por lo mucho que perdí / que no se quede callado / quien quiera vivir feliz.

Sono arrabiato con il silenzio per tutto quello che ho perso; che non resti in silenzio chi vuole vivere felice.
Un giorno montai a cavallo e penetrai nella foresta e sentì che un gran silenzio cresceva dentro di me.
C’è silenzio dentro la mia chitarra, quando suono il yaravì, e ciò che di meglio vi è nel mio canto, resta dentro di me.
Quando l’amore mi fece segno, io mi accesi tutto intero e a forza di stare in silenzio, in silenzio mi consumai.
Sono arrabiato con il silenzio per tutto quello che ho perso; che non resti in silenzio chi vuole vivere felice.

Alberto Savinio – Conoscenza

•02/05/2012 • Lascia un commento

Andrea de Chirico, fratello di Giorgio pittore? No, senza dubbio c’è stato un malinteso. Il suo vero nome era Alberto Savinio, pittore, scrittore, musicista, avanguardista, conoscitore, disegnatore di scenografia teatrali, scrittore di drammi radiofonici e di libri che hanno invaso il Novecento con un’originalità che non ha trovato pari dopo di lui.

Alberto, come il più grande dei Grandi Dilettanti che egli stima e ammira, usa il linguaggio con una raffinatezza ed una novità che lo rese incompreso come lo rende incompreso oggi. Quest’Uomo di Carta, per essere Grande Dilettante, non passò alla storia e questo fu il modo più sublime e geniale di passare alla storia. Con Alberto noi sogniamo la vita e abitando le nostre case ispirate cerchiamo di redigere nuove enciclopedie afficnhé Nivasio Dolcemare continui ad esistere e affinché gli scritti dispersi vengano infine ritrovati.

Questo brano estratto dagli Scritti Dispersi invoca la felicità della Conoscenza. Conoscenza, amante segreta che ci rende capaci di tollerare il vuoto. Ma attenzione a tutti coloro che cerchino di sedurre Conoscenza pensando di colmare il vuoto: Conoscenza non serve a nulla!

 

 
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